GITA FUORI PORTA A MANTOVA: ARTeSport CASTEL D’ARIO

13 aprile — 14 aprile 2019 11:00 - 18:00
CASTEL D’ARIO Casa Museo Sartori - MANTOVA
BENEFIT
Ingresso libero
DESCRIZIONE

GITA FUORI PORTA a MANTOVA. In esclusiva l'opera di GUALA mai esposta al pubblico.

Tra i 66 nomi di ARTeSPORT c'è anche Guala, noto pittore Piemontese scomparso nel 2014. 

Castel D’Ario, a Mantova fino al 14 aprile. “Lo schermidore”, tecnica mista su tela, del 1996, è l’opera che l’Associazione Culturale Imer Guala ha scelto per rappresentare l’artista
cossatese, scomparso nel 2014. ARTeSport si terrà presso la Casa Museo Sartori di Castel d’Ario, a Mantova, in occasione di Mantova Città Europea dello Sport 2019, fino al 14 aprile e Artisti per Nuvolari 2019, nel prossimo autunno.
 
Lo schermidore” appartiene a una collezione privata ed è opera inedita che non è mai stata esposta al pubblico. La mostra ARTeSport è un’occasione unica per vedere l’opera.
 
 

 


Imer Guala. Biografia.

Imer Guala (Cossato. BI, 1926 – Sordevolo, BI, 2014) cossatese d’origine, frequenta da ragazzo il laboratorio di Italo Briasco, scultore e intagliatore e di Luigi Boffa Tarlatta, pittore e docente all’Albertina di Torino. Nel 1946 ottiene a Biella il primo premio alla mostra nazionale Giovani Pittori. Dopo il viaggio in Africa nel 1958, Guala soggiorna a Nizza e a Parigi e conosce Jean Cocteau.  In seguito si trasferisce a Bruxelles e incontra Paul Delvaux.
 
In Italia, Guala frequenta Torino e Roma, incontra Corrado Cagli e Giorgio De Chirico. Numerosi i riconoscimenti e i premi che riceverà e oltre ottanta le mostre personali che allestirà, tra qui quelle internazionali del 1988 alla Columbia University di New York e del 1994 a La Maison dell’Avana. Ultima mostra personale a Biella, al Museo del Territorio Biellese nel 2008. Postuma è invece la mostra ”IMER GUALA. TACCUINO DI VIAGGIO. Memorie e Segni d’Africa 1958 Kenya, Tanganika, Uganda” del 2017 a Mantova, alla Madonna della Vittoria. La mostra trae origine da un ritrovamento di dipinti fotografie e appunti inediti che documentano il viaggio dell’artista in Africa, al seguito della spedizione di Angelo Lombardi. 
 
Lo schermidore
 
L'opera è più di una rappresentazione in figura della scherma. Il sottotitolo dell’opera è “Figurazione metafisica sull’arte della scherma”. Marco Zerbola, critico dell’arte, conoscitore dell’opera si è espresso così:
“Ciò che sorprende e porta lo spettatore a riflettere è come Guala ha immaginato l’avversario e il contesto. Il nemico appare come un’ombra, una proiezione grigio – rosa che emerge dalle tinte del fondo: è defilato, spostato, rispetto a ciò che siamo soliti assistere in pedana. Lo spazio in cui agiscono i due “atleti” è asettico ed indefinito. Ecco costruirsi lo “scarto” tra realtà e immaginazione: lo schermidore è l’uomo che combatte quotidianamente con i suoi fantasmi e le sue proiezioni mentali: nell’azzurro delle campiture tutti noi elaboriamo incursioni e difese, pariamo i colpi o attacchiamo. I match e le competizioni dell’essere umano sono sempre in punta di spada: chi vincerà? Non si sa: si capisce però che il vero avversario non è esterno, ma si annida sempre nell’indaco delle nostre menti”.

 

CASTEL D’ARIO
Casa Museo Sartori - MANTOVA